Siamo nel 1970. Dopo l’esperimento UMMAGUMMA, i Pink Floyd stanno cercando nuove, avanguardistiche forme di espressione. Venuti in contatto da poco con Ron Geesin, musicista e compositore d’avanguardia scozzese, Geesin lavora con Waters alla colonna sonora MUSIC FOR THE BODY, un documentario sul corpo umano prodotto dalla BBC. Dalla fine del 1969, i quattro iniziano a lavorare a un nuovo pezzo chiamato “The amazing pudding”. I Floyd pensano di farne una suite, sperimentando la fusione con un’orchestra sinfonica e un coro. La suite viene ribattezzata Atom Heart Mother dal titolo di un articolo di giornale che riportava la notizia di una donna in attesa di un bambino, tenuta in vita da un pace-maker atomico.
La suite si snoda attraverso straordinarie combinazioni tra musica sinfonica e rock, alternando momenti pervasi da elegantissime melodie ad altri di pura potenza sinfonica o addirittura di rumori disturbanti. Le parti strumentali sono predominanti e gli interventi delle voci hanno una funzione orchestrale; non ci sono liriche, il coro canta espressioni, fonemi senza significato. Atom Heart Mother dà il titolo e riempie interamente la prima facciata del 33 giri che esce il 10 ottobre del 1970. Stupisce la semplicità della copertina: solo una foto di una mucca in primo piano, Lulubelle III, mentre mancano sia il nome del gruppo che il titolo dell’album. Il lavoro, raggiunge il primo posto della classifica Inglese mentre non riesce ad entrare nei primi 50 posti di quella americana, arrivando però con il tempo a vendere milioni di copie in tutto il mondo.
Incentrato sull’esecuzione integrale della celebre suite Atom Heart Mother per coro e orchestra, questo spettacolo può essere definito a tutti gli effetti un vero e proprio “Pink Floyd Show”, in cui la musica immortale dei Floyd viene supportata da un contorno visuale di grandissimo impatto grazie all’utilizzo di retroproiezioni su schermo circolare e laser show.
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